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Data di nascita: 
01/05/1910
Luogo di nascita: 
Assisi
Data di morte: 
Non conosciuta
Luogo di morte: 
Non conosciuto
Orientamento politico: 
Sinistra
Mandati: 
da 06/10/1946 a 25/04/1948
Comune: 
Deruta
Partito politico: 
Partito socialista di unità proletaria
da 26/05/1952 a 27/05/1956
Comune: 
Deruta
Partito politico: 
Lista civica di sinistra
da 06/11/1960 a 22/11/1964
Comune: 
Deruta
Partito politico: 
Partito socialista italiano
da 23/11/1964 a 01/01/1966
La definizione del giorno e del mese sono inserite convenzionalmente come "1 gennaio" in quanto, in questa circostanza, l'unico dato certo è l'anno
Comune: 
Deruta
Partito politico: 
Partito socialista italiano
Biografia: 

Con tutti i rappresentanti delle forze politiche locali era entrato a far parte della giunta costituita il 3 luglio 1944 su indicazione del governatore militare Bartlett, che aveva nominato sindaco il colonnello Manlio Magnini. Nella prima seduta del 6 luglio Armando Sonno chiede le dimissioni del sindaco per aver egli collaborato
con l’amministrazione fascista repubblicana e prima ancora chiesto l’iscrizione al Partito fascista repubblicano.
Subito dopo le dimissioni di Magnini la Giunta propone Vitaliano Briganti per la carica di sindaco e Armando Sonno come delegato del sindaco. Il 9 luglio 1944 il viceprefetto di Perugia lo nomina commissario prefettizio e successivamente il Governo militare alleato, di stanza a Todi, lo designa sindaco e il 16 agosto viene costituita la nuova Giunta, nella quale sono presenti i rappresentanti di tutte le tendenze politiche
presenti nel comune. In questo periodo gli amministratori devono affrontare il problema del mercato nero, della disoccupazione, della pesante situazione finanziaria del Comune, affrontata con la revisione dell'imposta di famiglia, nonché dell'epurazione. Grazie alle pressioni esercitate sul ministero dei Lavori pubblici, l'amministrazione guidata da Sonno ottiene i fondi per la realizzazione di opere pubbliche capaci di stimolare la ripresa economica e sociale; nel 1946 viene così approvato il progetto per la costruzione delle prime case popolari.
Le elezioni amministrative del 6 ottobre 1946 vedono l'affermazione del Partito socialista e del suo capolista, Armando Sonno, che viene riconfermato sindaco dal consiglio comunale del 13 ottobre. In questro primo mandato dell'era repubblicana la sua amministrazione porta a termine i progetti già approvati, procede alla sistemazione degli edifici scolastici e alla costruzione di quelli per Castelleone e Ponte Nuovo; inoltre, avvia il completamento della rete fognaria e di quella idrica.
Il 25 aprile 1948 Armando Sonno si dimette in polemica con la proposta di decadenza di due consiglieri avanzata dalla prefettura di Perugia, accusati di irregolarità amministrative e una non chiara gestione dei residuati di guerra, accuse che sembrano coinvolgerlo. A sostituirlo viene chiamato Antonio Antognoni, già assessore effettivo, anche lui eletto il 6 ottobre 1946 nella lista del Psi, ma come indipendente.
Le elezioni ammninistrative del 1952 vedono l'affermazione di una lista civica di sinistra (che usa come simbolo un'anfora con tre spighe di grano) sostenuta da socialisti e comunisti, che lo nomina nuovamente sindaco. Questa stessa coalizione, che non ha Armando Sonno tra i candidati, viene sconfitta alle elezioni del 1956 da una lista civica sostenuta da Dc e Psdi. La lista dell’anfora con tre spighe di grano vince invece le elezioni del 1960, con Armando Sonno candidato e nuovamente sindaco, risultato che si ripete anche nelle amministrative del 1964. Questo mandato è però più breve dei precedenti perché già nel novembre del 1965 le dimissioni di due assessori del Pci rivelano una frattura nella maggioranza che all'inizio del 1966 portano alla nomina a sindaco di Danilo Segoloni, dopo le dimissioni di Armando Sonno anche dalla carica di consigliere perché chiamato a fare parte della sezione speciale per i tributi locali della giunta provinciale.

Fonti: 

Ministero dell'Interno, Archivio storico delle elezioni, Microfilm elettorale, Elezioni comunali 1946, Deruta.
Archivio di Stato di Perugia, Prefettura di PerugiaGabinetto, b. 113, fasc. 1429.
Umbria. I sindaci. Gli stemmi, introduzione di Enrico Sciamanna, Petra, Bastia Umbra 2002, p. 112.
Stefania Zucchini e Augusto Ciuffetti, Deruta e il suo territorio. La storia, i documenti, vol. 2, Deputazione di storia patria per l'Umbria, Perugia 2011, pp. 122-125, 129-134, 158 (con foto), 159-162, 233-234, 257.

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