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Da Fiume a Rijeka. Chi partì, chi rimase, chi ci vive.
Torre civica Città di Fiume
Venerdì, 22 Febbraio, 2019 - da 10:00 a 13:00
Perugia, Sala Brugnoli, Palazzo Cesaroni


Per il Giorno del ricordo 2019, L'Isuc in collaborazione con Regione Umbria - Assemblea legislativa e Società di studi fiumani, presenta l'incontro Da Fiume a Rijeka. Chi partì, chi rimase, chi ci vive.

A tema: Minoranze, appartenenze, cittadinanza culturale, giovani. 
Si tratta di riflettere nel Giorno del Ricordo sulle strategie messe in atto dalla minoranza italiana a Fiume (i rimasti) per ribadire una loro cittadinanza che si fonda anche sulla cultura italiana di origine e su quelle di coloro che lasciarono Fiume (gli esuli) e che si adoperarono prima per conservare la cultura italiana di origine e poi per rivendicare un ritorno culturale sui luoghi che erano stati obbligati ad abbandonare. 
Un lungo percorso parallelo, che trova forti spinte al suo compimento nella candidatura di Fiume a Capitale europea della cultura 2020 e che fa della città quarnerina un Laboratorio, occasione per ripensare i fondamenti di una cittadinanza europea.

Programma

ore 10:00 Saluti

Donatella Porzi, Presidente Assemblea Legislativa Regione Umbria
Claudio Sgaraglia, Prefetto di Perugia
Mario Tosti, Presidente Isuc

Coordina 
Dino Renato Nardelli Isuc

10:30 Interventi

Rosanna Turcinovich Giuricin,  Giornalista e saggista, La stampa in lingua italiana nel mondo dei rimasti
Marino Micich, Direttore Archivio Museo storico di Fiume, La questione del confine orientale: note per una storia interculturale europea
Proiezione del filmato: 900 dimenticato. L’esodo dei giuliano-dalmati e le foibe giuliane; a cura di Marino Micich ed Emiliano Loria
Giovanni Stelli, Presidente della Società di studi fiumani, Il “ritorno culturale”: l’operato della Società di Studi Fiumani con particolare riguardo alla Scuola italiana di Fiume
Franco Papetti, Associazione Fiumani italiani nel mondo,Dal Libero Comune di Fiume in esilio all'Associazione Fiumani Italiani nel Mondo: i motivi di una evoluzione associativa

12:30 Conclusioni

La Repubblica Italiana riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. (legge 30 marzo 2004, n. 92)